Finestre in legno,
costruite in bottega.
Il materiale d'origine. Caldo, isolante per natura, con una vita utile che — se il legno è buono e la posa è fatta bene — supera quella di chi la ha commissionata.

Un materiale che non conduce.
Il resto è conseguenza.
Il legno è per natura un pessimo conduttore di calore. Un profilo in larice ben progettato tiene testa a qualunque altro materiale a parità di sezione, senza bisogno di camere di isolamento aggiuntive.
In pratica: d'inverno il telaio non è mai freddo al tatto, d'estate non si scalda al sole. È il primo motivo per cui una finestra in legno, in una casa vissuta, semplicemente si sente diversa dalle altre.
Il resto — la tenuta all'aria, la resa acustica, il comportamento nel tempo — sono conseguenze di questa prima cosa. Il legno è già isolante. Poi lavoriamo bene tutto il resto.

La finitura si dà a mano, sempre. Anche le ultime passate.

Non è una finestra che vive da sola.
Una finestra in legno chiede una carteggiatura leggera e un nuovo strato di finitura ogni otto, dieci, dodici anni — dipende dall'esposizione. Non tutti gli anni, non ogni due.
In cambio, con quella cura, dura più di qualunque altro serramento. Le finestre in legno che sostituiamo oggi sono spesso più vecchie di chi le ha ordinate.
«Il legno chiede attenzione, e la ricambia.»
Per quale casa.
Una casa che si vuole tenere per la vita. Una ristrutturazione che rispetta un edificio esistente. Una casa nuova dove si cerca il calore vero, non un'imitazione.
Una seconda casa che si vede due volte all'anno. Un appartamento al mare senza tempo per la manutenzione. Ve lo diciamo prima di iniziare.
Dal sopralluogo alla chiave.
Daniel viene a fare il rilievo: misura i vani, guarda i muri, i davanzali, l'esposizione. In quel momento — non dopo, non su un preventivo mandato via email — si decide se ha senso il larice o il rovere, il massello o il lamellare, la lastra doppia o quella tripla.
Il progetto viene disegnato sulla misura reale. Ogni finestra ha una sua sezione, la ferramenta viene scelta pezzo per pezzo, il vetrocamera è dimensionato in base a esposizione e destinazione d'uso. Nessun catalogo, nessun preset.
La costruzione avviene nel nostro laboratorio di Via Cervan. La posa la seguiamo noi: telai perfettamente in piombo, sigillature interne ed esterne come si deve, davanzali in copertina. In una casa media si posano quattro-cinque finestre al giorno, senza correre.
Le domande vere che ci fanno in bottega.
Meglio legno o legno-alluminio?
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Se la casa è ben protetta dal sole diretto, o vi piace prendervi cura del legno, il legno puro è la scelta più bella. Se la finestra è esposta a sud senza aggetti, o non volete pensare alla manutenzione esterna, il legno-alluminio è più razionale. Non c'è una risposta giusta a priori: dipende dall'esposizione e dalle abitudini.
Ogni quanto si tratta un serramento in legno?
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Su esposizioni normali, un nuovo ciclo di finitura ogni otto-dodici anni. Su esposizioni molto aggressive — sud pieno, mare — anche più spesso. Il legno si tratta prima che si degradi, non dopo.
Il legno resiste davvero all'umidità?
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Il legno lamellare stabilizzato e finito con cicli professionali resiste all'umidità con enorme margine. I problemi che si vedono sui vecchi infissi vengono quasi sempre da manutenzioni saltate per venti o trent'anni, non dal materiale.
Quanto costa in più il su misura?
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Su una finestra standardizzabile la differenza rispetto a un prodotto industriale è minore di quello che si immagina, perché la nostra bottega non ha i margini di un rivenditore. Su una misura particolare, il fuori-standard di un catalogo costa spesso più del nostro su misura.
Fate anche la posa?
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Sì, la seguiamo direttamente o con posatori con cui lavoriamo da anni. Non consegniamo mai una finestra a un cantiere senza sapere chi la monterà: la posa è il 40% del risultato finale.
Il legno lo si sceglie in bottega, non su un depliant.
Passa a vedere le tavole di larice e rovere che abbiamo in questo momento. Chiama prima per fissare un appuntamento.